il disastro sul Fiume Treja

Mancava veramente poco per raggiungere un traguardo così importante e di grande spessore. La possibilità di avere un tratto No-Kill di pesca a mosca nell’alto Lazio era fino a poco tempo fà qualcosa di impensabile.

Dal 2006 infatti, un’associazione locale di pesca a mosca della valle del Treja (VT) aveva intrapreso  il lungo iter burocratico necessario alla realizzazione di questo progetto.

Grazie quindi al grande impegno del  Tuscia Fly club,  si era riuscito ad istituire lungo il fiume  Treja una Zona di pesca a Regolamentazione Specifica, ovvero un tratto NO-KILL riservato e regolamentato secondo giusti criteri e nel rispetto del territorio sotto tutti i suoi crismi. Il tratto in questione era quello che si inseriva da dall’Agriturismo Le Forre del Treja a risalire fino al punto di incontro dei confini dei comuni di Castel Sant’Elia, Mazzano Romano e Faleria.

La Valle del Treja è inserita in uno scenario tra i più belli, unici e caratteristici del Lazio; una vera perla incastonata in una zona ricca di contenuti storici e di meraviglie naturali. Questa zona quindi era stata opportunamente scelta per la realizzazione di questo progetto ambizioso e innovativo.

Purtroppo però tra la notte del 3 e 4 Giugno questo grande traguardo appena raggiunto ha subito una “morte prematura”. Il lavoro e l’impegno di anni svolto da volontari ed appassionati personaggi della p.a.m. locale è stato letteralmente investito e “sommerso” da una valanga di liquame bovino che ha sgretolato in breve tempo tutto il lavoro svolto. I danni all’eco-sistema fluviale sono disastrosi e incalcolabili.  Questo evento ha provocato una moria di pesci, anfibi e crostacei danneggiando gli equilibri e ricoprendo il letto del fiume di uno strato greve e maleodorante.

Disastro sul fiume Treja (VT)

Disastro sul fiume Treja (VT)

A distanza di diverse settimane  nonostante l’acqua abbia riacquisito una discreta trasparenza, sono ancora molti i dubbi sulle responsabilità di quanto avvenuto ed il futuro prossimo sembra ancora molto incerto. La situazione quindi resta molto grave . Difatti  si stima che il liquido versato ammonta a circa 2000 metri cubi e che al momento non si riesce a dare una stima dei tempi di recupero che ci vorranno per tornare alla normalità.

E quindi con estremo sgomento, rabbia e frustrazione che ci uniamo solidamente a quanti in questi ultimi anni avevano contribuito alla costruzione di questo progetto assai ambizioso e costruttivo in una zona estremamente ricca di fascinose bellezze naturali e storiche come la Valle del Treja. Un progetto come questo, se ben gestito  avrebbe portato solo innumerevoli vantaggi nonché una maggiore salvaguardia del territorio che spesso viene martoriato da episodi di degrado ambientale (sporcizia, scarichi abusivi, abbandono di materiali edilizi etc…).

Cavedano morto sul fiume Treja

Immagine tratta dal Blog del Comune di Mazzano Romano

Cave

Cavedano morto sul fiume Treja

Questo straordinario e unico corso d’acqua ha da  sempre rappresentato una delle meraviglie dell’alto Lazio, ma purtroppo, nonostante faccia parte dei parchi naturali della regione, come molti altri fiumi è da sempre maltrattato e martoriato a vantaggio dell’ignoranza e dell’indifferenza dell’essere umano parassita.

Ci mancherà molto non poter godere delle emozioni e di quell’armonia che solo lungo un fiume come questo si potevano trovare. Confidiamo quindi nella speranza di poter presto tornare con occhi ridenti lungo le rive di questo straordinario fiume che è il Treja.

Fiume treja

Il Fiume Treja come era prima del disastro

 

Conludiamo citando di seguito la lettera scritta dal presidente del TusciaFlyClub Osvaldo Velo che è stato uno tra i promotori di questo sventurato progetto e che racconta come hanno vissuto questi momenti di profondo sgomento e delusione.

“Mentre ci stavamo prodigando a divulgare la notizia relativa al nuovo tratto no-kill sul Treja ed a invitare quante più persone per l’inaugurazione prevista nel mese di Luglio, la tragedia si stava svolgendo a nostra insaputa.
Una vasca di contenimento di liquami bovini ha ceduto e 2000 metri cubi di materiale si sono riversati nel fiume.
Il fatto è successo a monte delle Cascate di Monte Gelato, situate nella Riserva Naturale del Treja. Tutta la riserva ed il “nostro” tratto, cosi tanto pubblicizzato, essendo più a valle sono stati interessati nella loro totalità con conseguenze disastrose.
Ci hanno raccontato di una vera e propria marea marrone e di una quantità impressionante di pesci morti, molti dei quali di taglia inaspettata. Il fondale è stato totalmente ricoperto di escrementi bovini (ma non solo di questo…). Alla moria di pesce va quindi ad aggiungersi la totale distruzione del micro-macro habitat (larve, ninfe…). Quei pochi animali che sono fortuitamente fuggiti all’ecatombe (rane e anfibi che si trovavano al momento del fatto fuori dall’acqua) sono destinati anch’essi a scomparire poiché l’habitat non è più in grado di ospitarli nè lo sarà per i prossimi – tanti – mesi.
Ieri abbiamo fatto un sopralluogo e parlato sia con i guardiaparco sia con persone che vivono sul posto.
Tutta la zona in cui si è verificato il cedimento è stata sequestrata e non siamo riusciti ad avvicinarci per constatare di persona. Ci hanno mostrato fotografie scattate la domenica (che non abbiamo potuto acquisire perché a disposizione della magistratura) che confermano la portata del danno.
Tutti i comuni interessati dal tratto sono stati debitamente informati ed alcuni hanno già emesso ordinanza di divieto di balneazione. Pare che l’azienda responsabile sia già stata individuata ma le indagini e le conclusioni saranno molto lunghe.
Cosa accadrà ora non lo sappiamo. Di certo sappiamo che 5 anni di lavoro sono stati buttati al vento. Siamo in contatto con la Provincia e con i vari Enti. Sul nostro sito inseriremo tutte le informazioni che riusciremo a reperire.
Quanto successo annulla – con nostro sommo dispiacere – l’invito a partecipare alla giornata di inaugurazione che stavamo organizzando per il mese di luglio ma non annulla l’impegno che abbiamo profuso e che continueremo a profondere nella direzione intrapresa.
Quando il Treja tornerà ad essere il fiume che conoscevamo? La provincia di Viterbo era riuscita ad avere anch’essa un tratto ZRS, oggi praticamente non più esistente. Eravamo riusciti a portare in terra di Tuscia una mentalità diversa ed innovativa.
E’ difficile prevedere il ritorno alla normalità ma non è difficile immaginare che non ci fermeremo qui.
Questo sono alcune immagini scattate circa una settimana dopo il disastro. La prima scattata alle cascate di Monte Gelato le altre sotto Calcata. Le parti nere lungo le rive sono i liquami depositati che hanno influenzato anche la colorazione dell’acqua

Testo ripreso dal sito ufficiale del club di pesca a mosca TusciaFlyClub.it

Aggiornamento importante: (novembre  2010)

A distanza di mesi, l’allarme sembra essere rientrato.

L’Amministrazione Provinciale ha inoltre confermato – con lo stesso protocollo odierno (8-11-2010) nr 70052 – che eventuali ripopolamenti del Treja saranno effettuati con materiale autoctono e tipico dell’areale coinvolto.

Maggiori informazioni le potete trovare sul sito del Tuscia Fly Club.

 

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