Il Mulinello da Mosca

Analisi di uno dei componenti l’attrezzatura da mosca. Un corretto uso, una oculata scelta e una giusta manutenzione, faranno si che questo elemento non sia solo un contenitore di coda.

per gentile concessione di Massimo Magliocco
e della fly fishing masters.

Mulinelli da pesca a mosca

Canna, coda e mulinello sono le tre componenti fondamentali che formano l’attrezzatura del pescatore a mosca. Ma mentre per le prime due, in particolar modo per la canna, si parla e si scrive molto poiché ritenute a ragione elementi di alto interesse tecnico e quindi degne di essere approfondite di più in funzione del loro utilizzo, molto spesso ci si dimentica del mulinello che invece si reputa solo un accessorio. Il mulinello e’ sempre stato considerato a torto o a ragione un contenitore di coda una sorta di aggeggio

in cui deporre la nostra lenza nella maniera più consona. In linea di massima questo e’ vero quando si parla della cosiddetta pesca leggera dove trote, temoli, cavedani ecc. sono le prede insidiate, prede per cui, perlomeno in Italia, non e’ necessario possedere chissà quale marchingegno idoneo ad aiutarci a salpare il pesce. Quindi, anche in relazione al tipo di canna che si utilizza per pescare il salmonide cioè corta e di modesto peso, il mulinello sarà leggero, non molto grande, quindi poco ingombrante e esteticamente bello. In altre parole e’ un accessorio di secondaria importanza ma che deve comunque essere parte dell’attrezzatura e quindi fare la sua figura. Mulinello da pesca a MoscaMa da qualche tempo le tendenze dei pescatori sono cambiate.


Una volta con la mosca si pescavano solo o quasi trote e temoli e solo i più fortunati potevano levarsi qualche soddisfazione andando all’estero a pescare salmoni e steelh

ead prede per le quali era necessario avere oltre che una canna adatta anche un mulinello idoneo che avesse tutte quelle caratteristiche fondamentali ad aiutare il pescatore a recuperare la preda. Ma oggi, dal momento che ormai con la mosca si pesca praticamente di tutto sia in acqua dolce che in quella salata, anche qui da noi ormai il moschista moderno possiede anche la cosiddetta attrezzatura pesante e quindi anche il mulinello idoneo a recuperare lucci, black o i più svariati pesci di mare.

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Allora ecco che per parlare dei mulinelli e’ necessario fare una suddivisione e cioè distinguere quelli per la pesca leggera da quelli per l’altra pesante. Molti in questo momento si potrebbero giustamente chiedere perché dividere in due categorie i mulinelli e non uniformare tutto in una sola tipologia. In altre parole, perché non utilizzare anche per la pesca alla trota un mulinello che ci aiuti nel recupero ? Già esistono molti mulinelli per la pesca leggera progettati a tale scopo con tanto di frizione e rapporti di recupero, ma penso che per questo genere di pesca sia superfluo anche per un aspetto chiamiamolo cosi’ etico che lo lega ad un discorso di tradizione.

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Iniziando a parlare dell’impiego di quelli leggeri, la prima domanda che di solito fanno i principianti e’ come va posizionato sulla canna ? Secondo me e non solo, il mulinello va posizionato in modo da avere la manovella dello stesso sulla destra. I motivi per cui la manovella deve stare a destra e’ quello di evitare agganci fortuiti con la coda in tutte quelle operazioni che vanno dallo sbobinamento allo shooting. In effetti, in particolar modo quando si opera lo shooting, se la coda viene trascinata dal lancio molto vicina al mulinello si rischia che questa possa rimanere impigliata alla manovella, ma anche in fase di sbobinamento può accadere la stessa cosa. In effetti i mulinelli hanno la parte sinistra sgombra da qualsiasi ostacolo e possiedono le superfici lisce. Molti hanno difficoltà, in fase di riavvolgimento, a recuperare con la mano destra la coda.

In effetti bisogna prima passare la canna dalla mano destra alla sinistra e poi girare la manovella. Questa operazione che può sembrare di complicata operatività, dopo un po’ di allenamento rientra in quelle operazioni che si possono definire abitudinarie. Nella fase di avvolgimento, al di la’ che la manovella stia a destra o sinistra, va fatta un’altra operazione estremamente importante e cioè cercare di far disporre alla coda, nel momento in cui entra nel mulinello, una posizione a spire, cioè ad ogni giro di manovella va fatta andare da destra a sinistra e viceversa in modo tale che le spire non si sovrappongano e che creino poi in fase di sbobinamento, degli ingarbugliamenti fastidiosi da districare.

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A differenza degli altri tipi di mulinelli che possiedono la bobina fissa e che hanno un meccanismo ideato a mandare la stessa su e giù in modo tale da poter posizionare il filo in modo uniforme, quelli da mosca hanno la bobina rotante e quindi l’operazione di uniformare la coda va fatta dal pescatore. Stesse operazioni andranno fatte se stiamo pescando con un’attrezzatura pesante e quindi con un mulinello finalizzato ad aiutarci a recuperare il pesce. Anche qui la manovella deve stare a destra per gli stessi identici motivi di prima, e quando si aggancia il pesce si dovra’ portare la canna dalla destra alla sinistra e recuperare. Ma a priori si e’ reso necessario regolare la frizione del mulinello in funzione della resistenza del finale che dovra’ naturalmente essere leggermente più aperta del carico di rottura che il filo sopporta.

Per le grosse prede quindi il mulinello diventa estremamente importante ai fini del recupero del pesce. I mulinelli da mosca come abbiamo detto in genere sono detti a bobina rotante. Ma questa bobina può girare sia in entrambe le direzioni, e in questo caso si hanno i mulinelli cosiddetti ‘single action’ che vedremo più avanti, che in una sola direzione cioè quella del recupero e che sta alla base di quelli cosiddetti ‘antireverse’. Questi tipi di mulinello sono particolarmente indicati per la pesca pesante proprio per il loro meccanismo. Infatti la manovella agisce direttamente sul perno su cui ruota la bobina la quale a sua volta e’ collegata alla frizione facendo si che il pescatore sia sempre in diretto contatto con il mulinello. Anche se questa tipologia di mulinelli e’ più pesante, sono assolutamente necessari quando si intende insidiare alcuni generi di pesci in particolar modo i grossi salmoni o le più svariate prede di mare come ad esempio i Tarpon.

Di dimensioni molto più grandi dei comuni mulinelli, possono contenere grosse quantità di backing e grosse code. Di solito sono prodotti con delle protezioni anti corrosione proprio per affrontare i luoghi in cui spesso sono impiegati. Anche se non sono a volte prodotti con sofisticati meccanismi, sono comunque delle piccole ma ben congeniate macchine senza delle quali sarebbe impossibile affrontare a mosca i pesci appena accennati. Di costruzione e di meccanica sicuramente più semplice sono i cosiddetti mulinelli single action, che proprio per il loro primario fine, cioè contenere la coda, devono avere un peso assolutamente basso anche in funzione del resto dell’attrezzatura. Sarebbe controproducente montare su una leggerissima e moderna canna in grafite, un pesante mulinello che altro non ha che la sola funzione di contenitore di coda. E’ chiaro che un mulinello leggero deve di conseguenza avere anche delle dimensioni ridotte. Qui aprirei una piccola parentesi per dire che un mulinello piccolo capace di contenere ad esempio una coda del 3, può avere delle controindicazioni, nel senso che essendo la coda avvolta in uno spazio molto ridotto, automaticamente e’ destinata ad assumere con il tempo quelle noiose e negative spire che specie se di bassa qualità non si riesce a togliere, e che spesso sono causa di intralci nel lancio.

Questo perché la quantità di coda utilizzata e’ più o meno sempre la stessa e la grande maggioranza di questa resta imbobinata con delle strette spire nel mulinello. Come sappiamo il problema si cerca di risolverlo con l’aggiunta di backing che ha un duplice fine, ma proprio in relazione a quest’inconveniente negli anni 80′ in Svezia la Loop iniziò a studiare il modo per poter, appunto, evitare di ‘intrappolare’ le spire e fare così in modo di avere una coda il più possibile ‘pulita’. Il risultato fu un mulinello con una gola più larga e con una meccanica molto innovativa e molto funzionale la quale, inserita in pratica al centro del mulinello, faceva si che la coda si disponesse su una superficie molto ampia. A causa del tradizionalismo dei pescatori a mosca, i primi pareri non furono molto positivi per la sua forma dissimile ai tradizionali mulinelli, ma poi, con i risultati estremamente validi, molti si ricredettero. Oggi molte case produttrici di mulinelli si stanno sempre più orientando verso questa tipologia di mulinelli, che anche se può essere considerato l’uovo di colombo in fatto di praticità e funzionalità, consente inoltre anche un recupero della coda molto più veloce.mulinelli-mosca6.jpg


Esiste anche un ulteriore tipologia di mulinelli che all’atto pratico sono estremamente utili, ma che non tutti amano e che sono quelli che hanno un sistema di riavvolgimento della coda diverso dalla classica manovella. Di solito possiedono delle leve o altri accorgimenti che collegati ad un sistema di demoltiplica, riescono in brevissimo tempo a far girare la bobina del mulinello in maniera molto veloce e quindi a riavvolgere in fretta la coda. Essendo un po’ pesanti a causa appunto di tutta questa serie di meccanismi, sono l’ideale per esempio quando si sta pescando sulla riva di una risorgiva dove erbe e sterpaglie ci fanno dannare poiché si aggrovigliano sulla coda estratta o anche quando stando in acqua si vuole che la coda che deriva verso valle non faccia da zavorra particolarmente difficile da richiamare. E’ chiaro che su corte canne di 7′ o 7′,6” il discorso e’ di difficile attuazione, ma su canne più lunghe, ad esempio 8′,6”, sono sicuramente più bilanciati. Di questa tipologia di mulinelli, quelli cioè che hanno dei meccanismi complementari di recupero, ne esistono anche alcuni con il recupero elettrico e quindi azionato a batteria, ma che molto onestamente secondo me escono un po’ dagli schemi.

Quando si monta la coda di topo sul mulinello, dopo averla annodata al backing, va assolutamente avvolta nel verso giusto cioè nello stesso senso in cui e’ stata avvolta sulla bobina della confezione. Il motivo di tale operazione, e’ legato dal fatto che se la coda viene immessa sulla bobina del mulinello cosi’ come viene, sicuramente si avranno da subito delle spire negative generate appunto da una torsione inutile della coda. Il discorso del bilanciamento per i mulinelli in generale e’ comunque sempre da tenere presente. Con questo non voglio certo tornare indietro di qualche decennio quando ai tempi del bambù era giustamente necessario compensare e quindi bilanciare la pesante canna con un mulinello adeguato. Pero’ nello stesso momento voglio dire che e’ bene montare il giusto mulinello sia come peso che come dimensioni per ogni tipologia di canna. Specialmente i principianti quando, dopo aver frequentato un corso di lancio, decidono di acquistare l’attrezzatura e non si fanno consigliare, buttano spesso i soldi per degli acquisti non adeguati. Comprare un mulinello sproporzionato sia come dimensioni che come pesi, equivale ad avere un attrezzatura inadeguata e che dopo un po’ di pratica, costringe il pescatore a dover acquistare un nuovo mulinello. E’ preferibile secondo me comprare un mulinello che possa in un certo qual modo dare una certa garanzia nel tempo, cioè di marca e che anche dopo qualche anno siano reperibili eventuali ricambi. Personalmente e’ ormai molti anni che per la pesca leggera ad esempio utilizzo lo stesso mulinello un ‘Hardy Feathterweight’. Di questo mulinello dispongo di varie bobine di ricambio sulle quali ho montato delle code diverse. Al di la che i mulinelli possano in un certo qual modo assomigliarsi un po’ tutti, la maggior parte hanno delle ben determinate meccaniche che si diversificano l’un l’altra.

Ci sono quelli che sono più sofisticati di altri poiché giustamente la casa produttrice cerca sempre di migliorare il prodotto. Ma, parlando di quei mulinelli utilizzati per la pesca leggera dal momento che la loro funzione e’ spessissimo solo di raccogli coda, personalmente preferisco quelli che abbiano meno aggeggi possibile, come nottolini, levette ecc., poiché secondo me non fanno altro che aumentarne il peso e renderlo anche meno pratico, dal momento che come si diceva prima, la coda la si recupera con la mano. E’ chiaro che per gli altri, cioè quelli destinati ad un genere di pesca più pesante, l’aspetto meccanico assume ben altro valore. Visti i costi, il mulinello, da parte del pescatore, deve avere delle particolare attenzioni. Al di la della manutenzione ordinaria che vedremo poi, va fatta molta attenzione a come il mulinello viene maneggiato o meglio come va appoggiato in terra. Spesso, giustamente, appena si salpa un pesce, ognuno di noi si fa prendere dall’eccitazione e non bada più all’attrezzatura. In questo momento quest’ultima va spesso poggiata in terra senza pero’ curarsi troppo come, e il mulinello ne può subire delle conseguenze, non tanto per le abrasioni che si possono generare e che comunque rovinano il guscio esterno, ma per le ‘botte’ vere e proprie. Il grosso pericolo a cui si va incontro, in particolar modo per una certa tipologia di mulinelli che hanno il guscio esterno con un esile perimetro di metallo, e’ che quando cade in terra e batte con questo delicato punto questo si può piegare, e se anche di pochissimo, farà attrito sulla bobina rendendo difficoltosa la rotazione della stessa, fino, nei casi più seri, a bloccarla. Quindi molta attenzione. Come per tutti i congegni meccanici, anche il mulinello va assolutamente manutentato.

La polvere nell’aria o il calcio contenuto nell’acqua, sono alcuni dei nemici del mulinello, ma e’ la sabbia la più dannosa. In effetti questi minuscoli granelli sono la causa principale di abrasioni o grippaggi. Periodicamente va pulito in ogni sua parte aiutandosi con un pennellino e del petrolio che faciliterà l’asportazione di questi materiali estranei, e dopo averlo ben asciugato, andrà ingrassato con del materiale idoneo, buono e’ il grasso a base di silicone che possiede due vantaggi, e’ idrorepellente e respinge anche la polvere. Per quelli che vengono utilizzati in mare, oltre a queste importanti operazioni, ne va fatta una prima forse ancora più importante e cioè va abbondantemente sciacquato con un getto di acqua dolce immediatamente dopo averlo utilizzato, poiché se la sabbia e’ nociva, la salsedine lo e’ decisamente di più. Al di la di tutto comunque il mulinello da mosca resta sempre un meccanismo del tutto diverso dagli altri mulinelli come concezione e come struttura e resta sempre unico nel suo genere.

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