“Un Senior” della pesca a mosca – Roberto Daveri

Roberto Daveri

Roberto Daveri nel suo studio

…Un diario è un qualcosa di soggettivo e personale, scritto per sé stessi e per le persone più care. Con la sua

pubblicazione è come se il mio abbraccio si estendesse all’infinito affidando la mia interiorità a tanti nuovi Amici ai quali non ho la presunzione di insegnare qualcosa sulla tecnica della pesca a mosca…” (Roberto Daveri).

Con grande stima e rispetto per il lavoro che negli anni ha svolto e continua a svolgere appassionatamente, è con grande piacere che il nostro editoriale ha deciso di dedicare un’ ampia pagina a Roberto Daveri – “Pescatore a mosca Senior”

Brevi note biografiche:

Dal 1967 inizia la sua attività di pescatore a mosca insieme ad altri grandi nomi (Roberto Pragliola, Fosco Torrini e Piero Lumini) e nel C.I.P.M. (Club Italiano di pescatori a mosca) spenderà molto del suo tempo contribuendo in maniera diretta ed indiretta alla diffusione della p.a.m. nella nostra penisola.

Insomma, parliamo di qualcuno che la pesca a mosca in Italia l’ha vista veramente nascere, o per meglio dire è stato fra coloro che hanno gettato il seme su un terreno ancora pressoché vergine.  Oggi Daveri è uno dei personaggi più conosciuti nell’ambiente ed è autore di diversi testi letterari, articoli in riviste specializzate e straordinari disegni acquarellati sulla pesca a mosca (abbondanti nei suoi libri).

Roberto Daveri inoltre, cura con altrettanta passione e dedizione il suo spazio internet dal quale è possibile usufruire liberamente di molti dei suoi scritti.

Leggendo tra righe delle sue opere scopriamo un uomo ricco di esperienza e di benevolenza verso questa disciplina. Sono molti i testi in circolazione sulla p.a.m. (e noi ne sappiamo qualcosa) e non tutti sono così piacevoli da sfogliare e facili da leggere.

Opere consigliate:

La pesca con la mosca - teorie, tecniche e suggerimenti

Prendiamo ad esempio quello che per molti di noi è stato una “piccola bibbia”, un “vademecum” da portare sempre nello zaino o da leggere con più tranquillità sul nostro PC d’ufficio durante la pausa pranzo; il libro che ha rappresentato per molti neofiti un saldo riferimento dal quale cogliere i primi spunti per iniziare a pescare con la coda di topo. Stiamo parlando de  “ La pesca con la mosca – Teorie, trucchi e suggerimenti“. Un testo semplice, alla portata di chiunque, bello da sfogliare e ricco di disegni e di schemi che appassiona a tal punto da poter  far perdere definitivamente la testa per questo straordinario mondo. Senza alcuna presunzione credo che questo testo ad oggi rappresenti un vero e proprio “MUST” per chi inizia (e non solo..)

Dalle sue pagine si riescono ad assorbire con facilità tutte le nozioni ed i suggerimenti che provengono dallo scritto di una penna appassionata come quella di Daveri che inoltre, ricordiamo, l’ha resa, insieme a molte altre che vi inviatiamo a leggere, opera di libera fruizione e completamente scaricabile on line dal suo sito internet.

Tra gli altri libri di Daveri, è necessario spendere ancora delle parole a proposito dei suoi di “Diari ” autobiografici. Spesso, leggendo alcuni passi dei suoi racconti, è facile ritrovarsi in certe situazioni vissute un pò da tutti noi che amiamo vivere l’acqua attraverso la pesca a mosca.

Diario di un pescatore a mosca 2

Diario di un pescatore a mosca 2

Attratti e incuriositi quindi da tanta dedizione spesa a raccontare la pesca a mosca attraverso il proprio vissuto ricco di esperienze, abbiamo deciso di contattarlo per cercare di capire chi è veramente costui e da dove provengono le sue ispirazioni.

INTERVISTA al Personaggio

Qualche domanda a Roberto DAVERI.

Edizioni NUMA: Dopo una vita dedicata alla pesca a mosca, Chi è oggi Roberto Daveri? come si sente e come vede il panorama Italiano?

Roberto Daveri: La mia vita non è stata e non è dedicata solo alla pesca a mosca anche se indirettamente questa ha finito per influenzarla molto.
Oggi, direi che Roberto Daveri- grazie, mi sento ancora bene!- è un pensionato che ha più tempo da dedicare alle cose che lo interessano: la pesca a mosca continua ad essere una di queste, ma senza l’assillo che rasenta la fissazione.

Sul fiume ancora mi “…altero” se una trota che bolla non sale alla mosca, oppure “godo come un pivello” se la ”becco” dove sentivo che l’avrei ”beccata”. Ma tutto finisce lì, in quelle emozioni intense che rendono vitali.

Ancora rimango ammirato da una schiusa, mi stupisco per la bellezza di certe acque o per  certi profumi di sottobosco, per la nebbia che aleggia sul fiume,  il frusciare dell’acqua o il modulare degli uccelli, o rido delle bischerate dei miei attempati compagni di pesca, gli “amici miei”…o ancora, nel torrente, rimango ammaliato dal silenzio delle ombre della sera che incalzano la notte.

In questo non sono invecchiato, poi però quando devo chinarmi per slacciare gli scarponi e sfilarmi i waders….Ecco come mi sento: “bello dentro e…lasciamo perdere il fuori!”

Per quanto riguarda il panorama italiano –riferito alla pam- sono felice di vedere che il “sistema” negli ultimi 40/50 anni è diventato “grande” (paradossalmente è cresciuto di pari passo con la mia età!). Vedo, leggo di persone meravigliose, competenti, scopro idee innovative, iniziative lodevoli, come purtroppo devo constatare certi “appiattimenti”. Quello che quasi mezzo secolo fa perseguivamo è diventato una bella realtà, come invece determinate belle realtà si sono deteriorate. Penso alle scuole, all’impegno appassionato di tanti, alle riserve create con la perseveranza, ai corsi e manifestazioni, ma  nello stesso tempo alle deprecabili conflittualità nei Club, alle invidie, ai protagonismi, gelosie, interessi…. E pensare che “ci consideriamo i pescatori più sportivi….”

Mentre mi esalta e dà fiducia il “novellino” che mi scrive di aver catturato il suo primo cavedano a  mosca, mi indispongono la prosopopea, l’atteggiamento snob di un lessico troppo inglese, la saccenza fine a se stessa che non sa più di fiume, l’arrivismo, l’esagerazione  e una certa sciatteria rispetto a certe regole non scritte sull’etica della pesca a mosca di “allora” che voleva anche essere “educativa”. E non alludo solo all’avvento di Autodisciplina o al “No Kill”.

Purtroppo a volte poche mele “ammaccate” possono rovinate la cassetta e ho l’impressione che questo  potrebbe accadere anche nel nostro mondo. Forse noi tutti dovremmo chiacchierare, dissertare, pontificare di  meno e andare più spesso a pescare… nel silenzio! E’ solo lì che ritroviamo noi stessi e la pesca a mosca.

Tuttavia, quando Marselo, la guida patagone, sul lago Tromen ci disse (ed era sincero) che i pescatori italiani in genere erano più bravi di francesi, inglesi, tedeschi, americani ecc. dentro di me ho sentito, commuovendomi,… l’Inno di Mameli!

Edizioni NUMA: Nel suo spazio internet dedicato alla sua biografia e alle sue opere lei ama     definirsi un pescatore a mosca “Senior”, può spiegarci se questo termine ha un significato particolare per lei?

Roberto Daveri: Si, lo ha, ma più per me che per gli altri, perché nel “Senior” sento che sono condensati molti aspetti. A parte l’età che fa il suo percorso con quello che comporta, per il sottoscritto l’esperienza mosca è iniziata quando questa in Italia era agli albori o quasi. Ho avuto dunque il privilegio –se non anche la fatica e la gioia- di percorrere questo lungo cammino e, passo passo sono stato testimone di tutte le conquiste che ci hanno portato dove ora siamo. Non dimentichiamoci che “il nucleo fiorentino” degli anni 60/70 annoverava persone come Franco Alinei, Roberto Pragliola, Piero Lumini, Fosco Torrini, tutti pescatori determinanti per lo sviluppo della pam, che hanno riempito le pagine delle riviste di allora (e di oggi) insegnando a molti, e con i quali allora, solidalmente ci si confrontava, “scornandoci”  con  dissertazioni sulle mosche, i finali, il lancio, scrivendo, fotografando e pescando fianco a fianco, giorno dopo giorno.

Da altre zone controbattevano i Rancati, Riccardi, Bartellini, De Rosa, Ballarin, Robb, Faga, Ghilardi e tanti altri… Oggi i più giovani probabilmente non sanno chi essi siano.

Con alcuni di quegli amici, ci assumemmo l’impegno di diffondere la pesca a mosca anche  tenendo corsi –allora gratuiti-  in molte città del centro Italia dove poi sono sorti piccoli gruppi e poi club, e poi negozi specializzati e poi riserve di pesca a mosca…

Dunque quel giovanotto di Terni (vi facemmo un primo corso “preistorico”) che trovai sulla Sava tempo fa, perfettamente attrezzato, che lanciava da dio -e che mi soffermai a osservare trascurando il fiume per un po’ -certo non poteva sapere di tutta questa storia, ma io, guardandolo mi sentii come il suo nonno “pam” putativo…”Senior”, appunto!

Oggi, come ogni nonno sento -serenamente- che comincio “a rimanere indietro” rispetto al mondo che corre, alle tecnologie, alle mode, ma, come ogni nonno che si rispetti, spero di continuare a testimoniare e trasmettere con impegno e onestà,  la “saggezza dei vecchi” –ammesso di averla- e la pesca a mosca con la sua etica  e filosofia così come l’abbiamo appresa e come secondo me dovrebbe essere senza per questo apparire un “matusa”. E ho ancora voglia di andare a pescare!

Edizioni NUMA: Lei, a differenza di molti scrittori, divulga molte delle sue opere gratuitamente. Cosa la spinge a farlo?

Roberto Daveri: Si dice che in ogni italiano c’ è uno scrittore e penso che sia vero, anche se nel mio caso il termine non mi pare appropriato. E allora cerchiamo di fare chiarezza ed essere sinceri.

Abito in una collina immersa negli olivi che guardano verso Pistoia fino a Firenze. Un luogo sicuramente privilegiato. Però, ho del tempo libero; quando fa freddo, piove o c’è il solleone, l’attività all’aperto è inibita. Che fare?

Nel 1991, grazie a un diario “vergine” che mi regalò Massimo Masi iniziai ad annotare tutte le uscite di pesca, prima con qualche schizzo a matita o poco più, poi mi appassionai perché il rileggerlo rinverdiva le emozioni vissute sul fiume e iniziai a supportarlo con gli acquarelli. La cosa dura tuttora e ho appena iniziato il settimo” quaderno”.

La pubblicazione del mio “Diario di un pescatore a mosca” mi fu richiesta e accettai di buon grado (in tutti c’è della vanità). Poi però mi sono reso conto che la cosa era complessa e tutto sommato il “gioco non valeva la candela” perché per me era più importante  “condividere” certe  esperienze ed emozioni, che sono  fondanti nella pesca a mosca, che non percepire dei diritti di autore: troppe mani, interessi, intermediari, insomma tutto troppo complicato e limitante.

In considerazione del mio impegno di diffusione della pam era dunque preferibile -e per me più coerente-  rendere il tutto più accessibile, meglio se gratuitamente e in questo è stata determinante la competenza del computer di mio genero Gabriele. Dunque la colpa…è solo sua! Oltre tutto la “diffusione in rete” è svincolata dalle “tirature” di stampa spesso risicate…. E si risparmia carta!

Per esperienza so che andare a pescare spesso non è possibile, a volte vorremmo, talvolta costa, o ci sono degli inghippi, lavoro, famiglia, ecc …I miei scritti, i resoconti messi nel sito sono il mio modo per condividere con gli altri le mie esperienze, le testimonianze di molte uscite, parlare di pesca, se vogliamo “una chiacchierata” in un Club più ampio, con il vantaggio che e se a qualcuno non gli va, basta faccia…click!

Inoltre se ad oggi ho imparato qualcosa, in buona parte lo devo a qualcuno, anzi, a molti e per questo adesso mi pare “doveroso” restituirlo…gratuitamente.

Ci sono tanti nuovi amici che leggendo certe pagine ci si ritrovano, o criticano, apprendono o si rilassano,riflettono, scoprono, sognano… A me è successo la stessa cosa, tanti anni fa, solo che l’autore era addirittura……Ernest Hemingway! (per il paragone si rivolterà nella tomba!)

Dunque, io mi diverto e se in questo modo do una mano,… c’è qualcosa di male? Se poi a qualcuno viene anche la voglia di pescare a mosca….

CONCLUSIONI:

Dall’intervista emerge come sia veramente profondo l’animo ed i valori di quest’uomo che nella sua vita ha dedicato ampio spazio a questa enorme passione. Daveri è per noi un autore che sicuramente verrà sempre ricordato tra i più significativi e singolari nel genere. Di lui, oltre alle opere che abbiamo sopra citato, ci sono piaciuti molto i disegni. Questi difatti, valorizzano le parole ed i contenuti espressi nelle pagine dei suoi libri rendendoli unici.

Consigliamo quindi a tutti di leggere Daveri e di andare a visitare il suo sito internet (http://digilander.libero.it/daveri/libro.html)per conoscere meglio tutti i suoi lavori e tutti gli altri aggiornamenti.