Ponte Milvio

Quanti di voi hanno mai fatto un’esperienza di pesca sul fiume Tevere nel tratto Romano? Quanti di voi hanno mai affrontato le correnti di Ponte Milvio con una red tag o un’imitazione di bruco?

Ponte-Milvio.jpgIl fiume Tevere, sulle cui sponde nasce una tra le città più importanti nel mondo intero. Un fiume che per molti anni è stato trascurato e lasciato in balia dell’inquinamento, del degrado e della sporcizia, ma che nonostante tutto, sa ancora regalare momenti di infinito candore e bellezza. Basta affacciarsi per capire quanto ancora potrebbe essere valorizzato questo fiume e le sue sponde.

Tutt’oggi abitato e frequentato da molte specie animali come le nutrie, germani Reali, Gabbiani di tutti i tipi; e poi i giunchi e la cornice alberata che contorna le sponde in questo stupendo tratto di fiume.

Spesso snobbato da tutti i tipi di pescatori per via della sporcizia, dei topi e magari anche dalla vergogna di andare in giro per Roma con stivali e canna da pesca…

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Ma almeno per chi pesca a mosca è un’esperienza che è assolutamente da provare. Non parliamo delle solite trote o della classica riserva con panorama mozzafiato, ma di una delle più grosse concentrazioni di Cavedani, Savette e Scardole di grossa taglia divertentissime da insidiare.

Ho pescato per tre pomeriggi di fila usando mosche secche di colore nero/marrone e questi che vedete nelle foto sono stati catturati con delle “red tag” (amo 14) pescando con la tecnica classica TLT in “battuta”di coda di topo con tip dello 0.20

Sono frequenti anche ferratone su cavedani di grossa taglia in grado di portare la lenza in mezzo al correntone del fiume portando via tutta la coda e parecchi metri di backing…e li ragazzi se non avete un tip “ignorante”…. ve li giocate senza nemmeno avere capito di che forma erano….

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Un consiglio per chi vuole cimentarsi in questa esperienza  è quello di scendere sul fiume dal versante orientale. Un punto di facile approdo infatti è la sponda che dà verso P.zza Mancini. Si accede comodamente da una discesa sterrata che arriva fino alla banchina e dove ci si può fermare in tantissimi punti. Questo tratto di fiume presenta tutte le velocità d’aqua che si possono immaginare; tratti lenti, veloci, intermedi, ricircoli e fermi

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5 Commenti

  1. andreag

    Ma hai pescato in wading o a piede asciutto? Che mese era?
    Comunque veramente interessante. A Torino pescare in Po e’ normale. Chissa’ perche’ non lo e’ sul Tevere a Roma.

  2. marco

    Ciao Andreag! Era ovviamente estate nel mese di agosto, quando di cavedani sul Tevere ce ne sono a vagoni. Pescavo dalla banchina all’asciutto perchè sotto Ponte Milvio in alcuni punti può essere pericoloso entrare in acqua.(Anche se alcuni temerari lo fanno).
    Questo è un fiume che ormai scorre sotto l’indifferenza di una città che lo ha abbandonato e trascurato immeritatamente. Sono pochi gli appassionati come me che si cimentano con questo fantastico fiume ancora ricco e “pullulante” di quasi ogni specie di pesce e sono sempre di meno le gare o gli eventi sportivi di pesca organizzati. Negli anni passati riempivano le sponde di gente e di vita… Sono molte invece le persone che per “fame” o bisogno pescano di frodo e con ogni mezzo possibile ed inimmaginabile contribuendo così al già forte degrado che da anni attanaglia il tratto urbano e extra urbano di Roma del Tevere. I pescatori “indigeni” spesso hanno anche un forte “pudore” di finire sotto le macchinette fotografiche dei tanti turisti e quindi anche per questo stupido motivo nessuno o quasi si cimenta più. Bhe, io sono uno di quelli che di tutto questo se ne frega e cerca di viviere ancora con un forte spirito di passione e di rispetto per un fiume che ha fatto la storia di questa cosi bella città.

  3. Alex

    Applausi per te Marco! Quoto pure le virgole di quello che hai detto!!!

  4. marco

    Grazi!! :))

  5. cefaletto

    Per chi vuole divertirsi c’e’ anche il semplice ledgering con gabbietta piena di pastura e bigatti e come esca bigatti a fiocco o mais per selezionare i pesci piu’ grandi. Io a fine luglio 2009 sotto il ponte Duca di Aosta ho preso solo qualche brema di pochi etti, il resto sono stati solo pesci dal chilo in poi (carpe e barbi) e varie partenze paurose col mais di cui solo una arrivata fino a riva col filo del 0,16 (una carpa di almeno 7/8 chili che fortunatamente si e’ poi slamata in quanto non entrava nel guadino). Venite che piu’ siamo piu’ ci divertiamo. Il sabato e la domenica non si paga neppure il parcheggio, ma portate l’essenziale (anche un ombrello per il sole!) perche’ ci sono le scale alte e si fatica con canne, borsa, secchio, pastura ecc. Si perde qualche lenza ma poi, trovato un posto pulito, vi assicuro che non avrete tempo per annoiarvi: occhio al vettino! Io pesco addirittura con vecchie bolognesi di trenta anni fa!

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