Arriva la primavera, arrivano le Scardole

Uno scorcio di riva nel mese di Maggio – Lago di Bracciano

Come di consueto il mese di Maggio coincide con il “risveglio”  delle rive di laghi e fiumi, di un brulicame frenetico di nuova vita.

I ciprinidi (Carpe, Scardole Cavedani etc..) in questo periodo, come molte altre specie ittiche, entrano nel pieno della stagione di frega riempiendo le rive dei nostri laghi e dei grandi corsi d’acqua. Anche per me il mese di Maggio coincide con entusiasmanti passeggiate nel silenzio di questi luoghi alla ricerca di emozioni che solo questa pesca sà dare. E’ lungo le rive del Lago di Bracciano che oggi cerco di farmi largo attraverso cannuccie e sassi che affiorano in superficie alla ricerca di un “segnale” che puntualmente, come ogni anno, arriva.

Effimera

Effimera

Non c’è vento stamattina, il sole è appena sorto e l’aria è mite. E’ piatta totale. Piccoli insetti si librano sul pelo dell’acqua, dando così inizio alle danze…Iniziano i primi deboli segnali di attività “pisciforme”. Prima una bollatina, poi un’altra e ancora una. Inizio a prepararmi, il momento sta per arrivare. Dalla tasca del mio gilèt tiro fuori una delle mie “scatolette magiche”  piene di inganni.

Scardola pescata a mosca con una Royal Wulf

Aguzzo lo sguardo su un piccolo insetto che cade esanime a pochi passi da me. Mi avvicino lentamente a lui per carpirne meglio le forme ed i colori. Si tratta di un piccolo efemenottero color torba. Passo velocemente in rassegna la mia schiera di tranelli alla ricerca di qualcosa da poter impiegare per la mia “pesca alchemica”.  Oggi ho scelto di usare, viste le condizioni di estrema tranquillità, una 9 piedi e mezzo coda 5, un finale corto (280 cm  usando 4 spezzoni filo rispettivamente dello 0.40-0.35-0.30-0.25 ) e un tip in fluoro carbon dello 0.14 da 110cm . Lego velocemente la mosca. Devo affrettarmi, il momento è quello giusto. L’adrenalina sale, ma bisogna muoversi lentamente nell’acqua, se non vogliamo che intorno a noi tutta quella magia cessi.

Un esemplare adulto di Scardola pescata con un’imitazione di Effimera

La coda inizia a volteggiare. Una dopo l’altra le Scardole che a banchi mi circondano cadono nel magico inganno. Attaccano l’insetto presentato da ogni traiettoria, da ogni impensabile scorcio. Sono appostate ovunque. Sotto rami di alberi che si sporgono fino in acqua, sono in mezzo alle cannette, sferrano i loro attacchi anche da sotto i sassi che affiorano in superficie.

Pescare questi ciprinidi a mosca è veramente uno sballo. Le scardole sono voracissime e quando entrano in attività se ne prendono a decine di ogni taglia. A volte può capitare che siano un pò svogliate, ma basta dare una “rollatina” con la punta della canna in modo da far vibrare la mosca e… ZAC! La afferrano con tutta la loro tenacia.

Ancora una Scardola pescata a mosca – Lago di Bracciano

Importante è il modo in cui ci si avvicina. E’ necessario fare mooolto ma molto piano, cercando di limitare al minimo rumori e movimenti bruschi; spesso penso a come fare per evitare di fare fracasso così immagino di camminare su delle uova. (Ogni tanto però qualche ruzzolone in acqua lo faccio…)

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3 Commenti

  1. Muc

    Un’altro bel report 🙂
    vi seguo sempre.
    Qui purtroppo continua a piovere a dirotto… 🙁

  2. Simone

    Che piacere leggere ogni tanto un nuovo racconto di pesca come questo; c’e’ tutta la magia che solo la pesca e solo il lago di Bracciano sanno regalare.
    Complimenti come al solito.
    A presto, Simone.

  3. Marco (Autore Post)

    Grazie mille ragazzi! I complimenti fanno sempre piacere.
    Se avete anche voi un’ispirazione o volete raccontare una vostra esperienza di pesca (spinning o mosca) mandate pure testo e foto che Ve lo pubblico!

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